Tutto quello che possiamo contenere nella nostra razionalità, che possiamo considerare analizzato, anche a grandi linee, non ci fa paura. Lo consideriamo conquistato, e quasi superato, perché siamo riusciti a inquadrarlo in uno schema interpretativo. Siamo persone che si sentono al mondo per qualcosa di più grande, che amano gli ideali e gli idealtipi sulla base dei quali valutare la realtà, quando essa si presenta a noi pragmaticamente nelle sue manifestazioni più terrene. Questo modo di vivere il rapporto con l'esterno ci porta ad assumere spesso delle posizioni dualistiche, che sembrano estreme, ma spesso si tratta più semplicemente di posizioni che si situano al centro di un continuum, e quindi rappresentano una la sfumatura più rilevante dell'altra. Siamo conciliatori, nel nostro estremismo sui generis. Quello che ci rende davvero estremi è quello che non riusciamo a ingabbiare nella nostra analitica razionalità; lì è il panico. Finché sappiamo, facciamo facilmente spallucce.
Il tempo che resta
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Che ne facciamopapàdi questo tempodei pranzi e delle ceneancorainsieme?Eh?
Come riempirloquesto tempocome fare i giornipiù lunghi e densie le parole
pontit...
3 giorni fa