«La data sullo schermo del cellulare lo riportò al triste bagaglio delle ricorrenze. Quel giorno, per lui, era come un giorno della memoria, il ricordo di qualcosa che aveva dovuto smettere di fare, il ricordo di una ricorrenza rotta. Era stata una data importante, carica di vicende piacevoli, fino alla rottura della routine. Il male tornava, attraverso quelle cifre riprodotte, a insinuarsi nella sua testa. La memoria del male era peggiore del viverlo in diretta. Come un cielo nuvoloso, sempre.»
Che dire ancora
-
Che dire ancora, Giuli?Rimangono forsecosesospese come le foglie di
gelsominosul balconea seccarsi (con questo caldo)ad aspettare. Cose che non
ho capitoch...
5 settimane fa
Nessun commento:
Posta un commento